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IL DECRETO SOSTEGNI E LE MISURE (INSUFFICIENTI) PER LO SPORT

Il 22 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 41/2021 (c.d. "Decreto Sostegni") che prevede anche alcuni interventi per il mondo sportivo.


In primo luogo, potranno beneficiare del contributo a fondo perduto previsto dall'art. 1 del citato decreto, oltre agli enti commerciali, anche le società sportive dilettantistiche, che sono imprese dotate di partita iva, ovviamente a condizione che siano rispettati i requisiti previsti dalla suddetta norma in relazione al calo del fatturato.


In secondo luogo, è stata confermata l'indennità per i collaboratori sportivi (art. 10), per la quale tuttavia sono stati modificati parzialmente i requisiti per poterne beneficiare. Il contributo "una tantum" è stato determinato nella maniera seguente:

  • € 1.200 per chi, nel 2019, ha guadagnato meno di € 4.000;

  • € 2.400 per chi, nel 2019, ha guadagnato più di € 4.000 e meno di € 10.000;

  • € 3.600 per chi, nel 2019, ha guadagnato più di € 10.000.

Dunque l'importo verrà erogato sulla base di quanto percepito nel 2019 e sarà erogato ai lavoratori dello sport, non titolari di altro reddito, che "in conseguenza dell'emergenza epidemiologica dal COVID-19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività". Inoltre, ai fini dell'erogazione dell'indennità "si considerano cessati a causa dell'emergenza epidemiologica anche tutti i rapporti di collaborazione scaduti entro la data del 30 dicembre 2020 e non rinnovati".

Il decreto specifica che, ai fini della quantificazione del sostegno, Sport e Salute utilizzerà i dati dichiarati dai beneficiari al momento della presentazione delle precedenti domande. Il bonifico sarà automatico per chi ha già beneficiato dei precedenti contributi e dichiarerà di essere nelle condizioni per ricevere anche la nuova indennità, mentre chi non ha mai richiesto il bonus fino ad ora dovrà effettuare una nuova domanda nei tempi e modi che verranno stabiliti dall'ente con successivo provvedimento.

Il riferimento ai compensi percepiti nel 2019 penalizza senza dubbio chi in quell'anno ha lavorato solo pochi mesi nello sport, per scelta o per necessità, ma soprattutto rischia di escludere chi ha iniziato a lavorare nel mondo sportivo a partire dal 2020. Si auspica in merito un correttivo o un chiarimento da parte del Governo (Ufficio per lo Sport) o di Sport e Salute, affinché anche tali soggetti vengano ricompresi nella platea dei beneficiari, in presenza degli altri requisiti.

Non si comprenderebbe infatti la ratio di un diverso trattamento tra chi abbia un rapporto in essere fin dal 2019 e chi abbia invece intrapreso la collaborazione sportiva a partire dal 2020, poichè il sostegno viene riconosciuto per le difficoltà lavorative ed economiche riscontrate dai collaboratori nei primi mesi del 2021.


Purtroppo non è stata prevista alcuna forma di contributo a fondo perduto per le associazioni sportive dilettantistiche, così come non è stato previsto il credito d'imposta per le sponsorizzazioni sportive (misure che invece erano state incluse nei decreti economici adottati dal precedente Governo).


Si auspica che, in sede di conversione in legge del decreto in oggetto, vengano ampliate le misure di sostegno per il mondo sportivo, che sta attraversando una crisi senza precedenti.


Infine, da segnalare il differimento dell'entrata in vigore dei decreti legislativi di riforma dello sport (art. 30) al 1 gennaio 2022, eccetto la disciplina del lavoro sportivo che entrerà in vigore dal 1 luglio 2022. Rinvio che era stato annunciato nel comunicato stampa successivo al C.d.M. in cui tali decreti erano stati approvati definitivamente e che appare senza dubbio condivisibile, in quanto sarebbe stato inopportuno (oltre che dannoso) rendere efficaci tali disposizioni nella situazione attuale di difficoltà.


Per qualsiasi dubbio o richiesta di chiarimento scrivere a: assodilettanti@gmail.com


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