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PRESENTE E FUTURO DEL CALCIO DILETTANTISTICO: L'OPINIONE DI ALBERTO FORMATO

Terzo appuntamento con le nostre interviste ai calciatori dilettanti sul presente e futuro del calcio dilettantistico. Poiché l'ultimo decreto governativo ha prolungato fino al 5 marzo le misure restrittive attualmente in vigore, i campionati regionali e provinciali resteranno sospesi almeno fino a quella data. Ad onor del vero, sembra sempre più difficile ipotizzare una ripartenza della stagione 2020/21 in tempo utile per riuscire a concluderla.


L'unico campionato dilettantistico che si sta svolgendo, essendo di interesse nazionale, è quello di Serie D. Nel Girone D c'è un attaccante che sta trascinando, a suon di gol, la sua squadra. Stiamo parlando del "bomber" ALBERTO FORMATO, classe '93, punta centrale della Bagnolese, squadra reggiana che ha ritrovato la Serie D dopo tanti anni di Eccellenza.


Anche Formato è tornato a calcare i campi prestigiosi della quarta serie (categoria che aveva disputato alcuni anni fa con la Virtus Castelfranco), dopo aver guidato la sua Bagnolese alla vittoria del campionato di Eccellenza.


Gli abbiamo chiesto un parere sui temi caldi del calcio dilettantistico e di raccontarci le sue sensazioni in merito a questa "strana" stagione calcistica. Ecco l'intervista che abbiamo realizzato con lui:


1) Ciao Alberto. La Serie D è l’unico campionato di calcio del settore dilettantistico che, seppure tra mille difficoltà, sta proseguendo. Personalmente come stai vivendo questa “strana” stagione? Quali sono i maggiori problemi che stai riscontrando?


Ciao a tutti, per incominciare grazie mille per avermi contattato e faccio gli auguri di buon anno a tutta l’Associazione. Personalmente questa strana stagione sta avendo due volti: il primo periodo è stato snervante e veramente difficile da affrontare sia a livello sportivo che psicologico, dovuto ai continui rinvii e all’incertezza fino ad un minuto prima della partita di non poter scendere in campo per fare ciò per cui abbiamo faticato tutta la settimana. Mentre dall’introduzione del nuovo protocollo si respira già un’aria più serena e più vicina a quella che normalmente eravamo abituati. L’unica tensione è il giorno dei tamponi in attesa dei responsi, ma per poter giocare siamo disposti a questo sacrificio che molti altri farebbero volentieri ma che gli è vietato.

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2) Come valuti, fino a questo punto, la stagione tua e della Bagnolese? Ti reputi soddisfatto?


Personalmente non posso assolutamente lamentarmi: 9 gol in 9 presenze dopo alcuni anni che non disputavo un campionato di Serie D sono sicuramente una buona media, anche se sarà difficile mantenerla cercherò di aiutare la squadra per poter raggiungere la salvezza in qualsiasi modo il prima possibile.

Parlando della squadra in generale, avevamo ipotizzato questo tipo di campionato, pieno di ostacoli e difficoltà, ma sinceramente mi aspettavo un approccio mentale alla categoria differente soprattutto dai molti giovani, su cui la società ha puntato visto le difficoltà economiche rispetto alle altre compagini, che fino ad ora non si sono calati a pieno nella realtà in cui ci troviamo e, a livelli così alti, i minimi dettagli fanno la differenza tra salvarsi o retrocedere, non solo tra vincere o perdere una partita.

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3) Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato tra il campionato di Eccellenza e quello di Serie D?


Sicuramente la prima differenza che balza all’occhio anche dei meno esperti è la diversità di ritmo e di qualità delle squadre. In eccellenza il ritmo è sicuramente inferiore rispetto alla serie D, che è ormai a tutti gli effetti un campionato “professionistico” e la qualità degli Under in serie D è veramente alta.

Nella maggior parte delle squadre si fa fatica ad identificare i “giovani” se non si ha una distinta in mano, questo perché ci sono molti di loro che giocano con una sicurezza e una qualità da far invidia a molti “over”.

L’altra differenza è l’organizzazione tattica che tutti i mister danno alle proprie squadre. Non solo per merito degli allenamenti in più, ma anche per il fatto che in serie D ci sono i migliori allenatori dei campionati dilettantistici regionali, ma anche alcuni che scendono dai professionisti per riportare in serie C le squadre più blasonate.

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4) Tornando alle problematiche legate al covid-19, con il protocollo federale attualmente in vigore ti senti sufficientemente tutelato o pensi che andrebbe migliorato?


Secondo la mia modesta opinione il protocollo che da poco è stato inserito si sta dimostrando azzeccato, con meno rinvii rispetto alla prima parte della stagione, dove erano più le partite sospese rispetto a quelle giocate.

Ho sentito molte critiche in merito a questo protocollo, ma soddisfare tutti è praticamente impossibile. La Lega ha trovato un modo per poter far andare avanti questo campionato che per alcuni è un lavoro, e siamo felici di questo. Attendiamo solo il pubblico, ma mi sa che per questo dovremmo aspettare ancora molto.

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5) Come sai, è di prossima approvazione la riforma del sistema sportivo italiano. Salvo modifiche dell’ultimo minuto, a settembre 2021 entrerà in vigore la parte che prevede l’introduzione dei contratti di lavoro sportivo anche nel settore dilettantistico. La legge include nella categoria dei lavoratori sportivi anche gli atleti (come i calciatori), che quindi avranno maggiori tutele. È probabile tuttavia che, senza un concreto aiuto da parte dello Stato, ci sarà un aumento di costi soprattutto a carico delle società. Tu che idea ti sei fatto in merito?


Penso che l’introduzione del contratto per il lavoro sportivo sia uno dei primi passi importanti per il riconoscimento di una categoria che fino ad oggi è una delle meno tutelate. Parlo dei calciatori dilettanti, ma anche degli allenatori.

Ci sono migliaia di persone che offrono un servizio che a detta di molti non dovrebbe essere considerato un lavoro, ma nel momento in cui, ad esempio, un genitore effettua un’iscrizione in qualsiasi società dilettantistica pretende un allenatore preparato, disponibile e qualificato. A mio parere, se il calcio italiano vuole fare un salto di qualità importante deve spendere in formazione e in tutele per chi sceglie di fare questo tipo di percorso, riconoscendo le reali qualità delle persone che lavorano in questo settore. Ad oggi questo non avviene, essendoci società che tralasciano qualsiasi tipo di qualità in favore di allenatori più economici per le loro tasche.

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6) La stessa legge di riforma prevede anche l’abolizione del vincolo sportivo e la contestuale introduzione di un “premio di formazione tecnica” per le società che hanno formato gli atleti nel settore giovanile. Quest’ultimi, dunque, avranno piena libertà contrattuale e saranno liberi di decidere dove giocare. Le società sportive, dal canto loro, sostengono che senza vincolo avranno meno introiti e non saranno più in grado di programmare l’attività giovanile. Tu come valuti questa situazione?


Tocchiamo un tasto dolente per quanto mi riguarda. Io sono stato prigioniero di una società che per anni ha approfittato di me, tenendomi legato a sé contro la mia volontà, mandandomi in prestito fino al compimento del venticinquesimo anno e traendone un guadagno. Oltretutto non era neanche la squadra dove avevo svolto l’attività di settore giovanile. Di queste situazioni ne conoscono a migliaia, e probabilmente tirando troppo la corda si è arrivati al punto di rottura.

Conosco società che, a loro dire, fanno settore giovanile per spirito "sociale"; se passerà la riforma avremo la possibilità di capire se queste affermazioni erano vere oppure solo di facciata. Purtroppo da queste situazioni ci rimettono le società che fino ad oggi hanno lavorato sempre con onesta e seguendo i valori dello sport.

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7) Anche alla luce dei notevoli cambiamenti che introdurrà la riforma, pensi che sia importante, per la tutela degli atleti, la presenza sul territorio di un’associazione di riferimento come Assodilettanti?


Un’associazione come Assodilettanti penso sia di fondamentale importanza per tutto il movimento e spero che diventi presto un punto di riferimento per giocatori e società e che con la piena collaborazione tra essi si possa avere uno sviluppo di tutto il nostro mondo, che ha margini di miglioramento veramente ampi e sconfinati.

Con la speranza che tutti possano tornare a calcare i campi di calcio alla domenica auguro il meglio ad Assodilettanti e a tutti gli appassionati.


Grazie Alberto per il tempo che ci hai dedicato. In bocca al lupo per il prosieguo della stagione!


Per leggere l'intervista a Nicolò Dallaglio, clicca qui.


Per leggere l'intervista a Marco Dessena, clicca qui.


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