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PRESENTE E FUTURO DEL CALCIO DILETTANTISTICO: L'OPIONIONE DI MARCO DESSENA

In questo periodo di sospensione del calcio dilettantistico, in cui tutti si interrogano su come e quando si ripartirà, abbiamo deciso di fare un "giro di opinioni" fra i diretti interessati, i calciatori dilettanti, che da un po' di tempo a questa parte passano le loro domeniche fra cappelletti, bolliti e partite a briscola, anziché battagliare sul rettangolo verde.


A parte gli scherzi, un periodo così lungo di inattività (salvo la possibilità di svolgere allenamenti individuali) non si era mai verificato e probabilmente i calciatori dilettanti se lo ricorderanno per molto tempo. Senza contare che, dalla prossima stagione, anche i calciatore dilettanti dovrebbero "fare i conti" con le importanti novità introdotte dalla riforma dello sport, in fase di approvazione.


Il primo calciatore che abbiamo deciso di intervistare è MARCO DESSENA, esperto portiere classe '86, con un passato nei professionisti (Pizzighettone, Carrarese e Sangiovannese), una lunga militanza nel Carignano e ora in forza al Palanzano in Prima Categoria. Marco è anche socio fondatore e consigliere di Assodilettanti.


Ecco l'intervista che abbiamo realizzato con lui.


1) Ciao Marco. Oltre ad essere un calciatore dilettante di grande esperienza, sei anche socio fondatore di Assodilettanti. Cosa ti ha spinto ad aderire a questo progetto?

Quello che mi ha spinto ad iniziare questa inedita iniziativa è stata sicuramente la necessità di poter dare ai calciatori dilettanti una struttura che permetta a loro di arrivare agli organi che sono preposti ad amministrare e organizzare il loro sport preferito, organi che da sempre più tempo si isolano dal resto delle componenti del mondo dilettante per evitare un dialogo e un contraddittorio, risultando quindi sordi ad ogni possibile critica e ad ogni possibile proposta che potrebbe arrivare dalla parte attiva sul campo.


2) Come stai vivendo questo periodo di sospensione dell’attività sportiva? Ti stai allenando individualmente? Cosa ti manca di più del calcio giocato?

Questa domanda potrebbe essere lo spunto per un tema della maturità di quest'anno: ciò che posso dire in maniera sintetica è che in questa situazione è assai difficile porsi obiettivi personali di carattere sportivo. Al momento, vedo il calcio lontanissimo dalla realtà. Se mi sto allenando? No, almeno non come si allenerebbe un calciatore; non c'è adrenalina nelle mie corse al parco; non c'è tensione nei miei balzi; non ci sono le risate nei miei squat. Diciamo che mi sto tenendo in forma, ma il calcio è un'altra cosa.


3) Secondo te, ad oggi, ci sono ancora le possibilità per ripartire e portare a termine il campionato entro giugno/luglio 2021? Oppure pensi che la stagione 20/21 dovrebbe essere definitivamente interrotta e si debba già pensare a programmare stagione 21/22, che presumibilmente partirà ad agosto/settembre 2021?

Penso che oggi si debba iniziare la conta dei danni che il calcio dilettantistico ha riportato, per poter sistemare almeno le falle più grosse e per poter ripartire nel migliore dei modi la prossima stagione, senza scimmiottare il mondo professionistico e cercando di finire con una fantasia, che sfiora il ridicolo, di un campionato mai iniziato.


4) Nel caso in cui si ripartisse nei primi mesi del 2021, pensi che sia attuabile nelle categorie regionali il protocollo della Serie D che prevede tamponi periodici con costi a carico delle società?

No, le società hanno costi fissi che con il covid e la sospensione dei campionati non sono scomparsi. Figuriamoci se ogni settimana, prima di ogni match domenicale, dovessero effettuare i tamponi a un intero gruppo squadra, senza parlare degli addetti ai lavori, quasi tutti volontari, i quali non penso che andrebbero a rischiare la propria presenza a lavoro per la loro passione sportiva. Forse solo alcune società avrebbero la forza, ma si ritroverebbero in una manciata.

5) Per la tua esperienza da calciatore, pensi che il protocollo adottato dalla F.I.G.C. nei mesi in cui si è svolta l’attività nelle categorie regionali (agosto / settembre / ottobre 2020) fosse sufficiente o avesse delle lacune? Hai riscontrato delle problematiche legate all’attuazione di tale protocollo?

Il protocollo aveva sicuramente le migliori intenzioni per tutelare tutti quanti avessero fatto parte del gruppo squadra, ma la realtà dilettantistica purtroppo è ben diversa, a partire dalle strutture e dalla disponibilità economica dei vari sodalizi. A mio modo di vedere, anche in questo caso si è voluta seguire la linea del professionismo e si è fatto finta di non vedere la reale situazione che vive la maggior parte delle realtà dilettantistiche.


6) Salvo modifiche dell’ultimo minuto, a settembre 2021 entrerà in vigore la parte della riforma dello sport che prevede l’introduzione dei contratti di lavoro sportivo anche nel settore dilettantistico. La legge include nella categoria dei lavoratori sportivi anche gli atleti (come i calciatori), che quindi avranno maggiori tutele. È probabile tuttavia che, senza un concreto aiuto da parte dello Stato, ci sarà un aumento di costi soprattutto a carico delle società. Tu che idea ti sei fatto in merito?

Penso che questa sia stata una riforma passata in sordina, ma, a parer mio, epocale. Inserire tutele economiche a favore degli addetti ai lavori è senz'altro molto positivo, ma questo cosa causerà nelle società? Quanto costerà alle stesse e agli atleti che hanno un lavoro? Purtroppo è ancora difficile fare previsioni, fermo restando che una maggior tutela, a fronte di promesse non rispettate sempre con maggior frequenza, era necessaria.


7) La stessa legge di riforma prevede anche l’abolizione del vincolo sportivo e la contestuale introduzione di un “premio di formazione tecnica” per le società che hanno formato gli atleti nel settore giovanile. Quest’ultimi, dunque, avranno piena libertà contrattuale e saranno liberi di decidere dove giocare. Le società sportive, dal canto loro, sostengono che senza vincolo avranno meno introiti e non saranno più in grado di programmare l’attività giovanile. Tu come valuti questa situazione?

Questa penso sia una cosa senz'altro molto positiva per i giocatori, ma anche per le società dilettantistiche che finalmente torneranno a formare il maggior numero di giovani calciatori non per speculare sui cartellini o minacciarli di tenerli fermi se i genitori non li acquistano, ma per favorirne la crescita sportiva e personale. Un calcio dilettantistico in cui girano meno soldi per prestiti e acquisti non è necessariamente un calcio più povero qualitativamente, anzi...


Grazie Marco per il tuo prezioso contributo. A presto!


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