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RIFORMA DELLO SPORT: A CHE PUNTO SIAMO?


Il Testo Unico di riforma dello sport, ovvero il decreto legislativo di attuazione della legge delega n. 86/2019, ancora non è stato ufficialmente presentato in Consiglio dei Ministri.

Com'è noto, dopo la divulgazione della bozza nel luglio scorso, alcuni esponenti della maggioranza di Governo hanno scritto una lettera al Ministro Spadafora chiedendo di rivedere alcuni punti della riforma. In particolare, al centro del contendere ci sarebbero il limite dei mandati per i presidenti delle Federazioni e per quello del C.O.N.I., nonchè la gestione dei fondi, attualmente suddivisa tra Ministero, Sport & Salute S.p.A. e lo stesso C.O.N.I.


Anche le istituzioni del mondo sportivo hanno contestato diverse norme previste dalla bozza di decreto legislativo, tant'è che lo stesso Ministro aveva addirittura presentato le sue dimissioni al Presidente Conte, che però sono state respinte.


Al momento, dunque, il Ministro dello Sport sta lavorando con le forze di maggioranza per trovare un accordo definitivo sul testo da presentare in C.d.M. Spadafora ha dichiarato pochi giorni fa che "per l'approvazione della riforma abbiamo tempo fino al 30 novembre. Stiamo facendo un lavoro complesso, ma ora è il momento di fare una sintesi e una proposta prendendoci le nostre responsabilità, anche perchè non esiste una riforma ideale condivisa al 100% da tutti e non credo che il Governo possa farsi dettare la legge da qualcuno". Il Ministro ha poi aggiunto: "Spero che l'incontro con le forze della maggioranza della prossima settimana [mercoledì 30 settembre, n.d.r.] possa essere l'ultimo ma non mi meraviglierei se fossero necessarie ulteriori riunioni".


L'iter per l'approvazione della riforma, dunque, non è ancora completato. Anzi, sono ancora tanti gli ostacoli che devono essere ancora superati prima che il T.U. veda definitivamente la luce.


Ma che cosa prevede la bozza della riforma? Diverse novità che, in caso di approvazione, verrebbero inserite nell'ordinamento sportivo italiano, riformando tra l'altro una legge di 40 anni fa (legge 91/1981 - c.d. legge sul professionismo sportivo). Tra queste ci sarebbero in particolare:

  • Apprendistato per i giovani atleti.

  • Eliminazione del vincolo sportivo anche nel settore dilettantistico.

  • Una definizione di lavoratore sportivo ancora inesistente nell'ordinamento italiano, con la previsione di tutti i tipi di tutela, a prescindere dal settore professionistico o dilettantistico.

  • Un fondo per incentivare il professionismo nel campo femminile.

  • Misure a sostegno della formazione dei giovani, in materia di tutela contro gli infortuni e sul trattamento pensionistico degli sportivi.

  • Più peso delle tifoserie negli organi societari e norme ad hoc per incentivare l’azionariato popolare.

  • Norme relative alla governance del sistema sportivo (limite ai mandati, incompatibilità, ecc.).

Assodilettanti seguirà passo passo l'iter di approvazione della riforma e organizzerà nei prossimi mesi momenti di approfondimento sulle novità di maggior impatto per il settore sportivo dilettantistico.


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